Vittoriale

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D’annunzio e la piovra fascista

Spionaggi al Vittoriale nella testimonianza del federale di Brescia

di Roberto Festorazzi

Luglio 1935: Mussolini e Starace convocano d’urgenza a Roma il federale di Brescia, Giovanni Comini. L’ordine che il gerarca riceve è raggelante: bisogna mettere D’Annunzio nelle condizioni di non nuocere. In che modo? Rendendo ancora più asfissiante la sorveglianza sull’inquilino del Vittoriale e inibendo ogni sua iniziativa non gradita al regime. Il Vate, infatti, appare inquieto e ondivago, sul piano politico; incerto se appoggiare la guerra d’Etiopia, contrarissimo all’alleanza con Hitler. Viene così allo scoperto il retroscena sugli ultimi tre anni di vita di D’Annunzio, sottoposto a una sorta di internamento. E si conosce la verità sul messaggio del poeta ai Latini di Francia, censurato per ordine del Duce.