Vittoriale

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Il Vittoriale degli Italiani è un complesso di edifici, vie, piazze, un teatro all’aperto, giardini e corsi d’acqua eretto tra il 1921 e il 1938 a Gardone Riviera, sulla sponda bresciana del lago di Garda, da Gabriele d’Annunzio su progetto dell’architetto Giancarlo Maroni, a memoria della “vita inimitabile” del poeta-soldato e delle imprese degli italiani durante la prima guerra mondiale. Spesso, per sineddoche, tale nome è riferito soltanto alla casa di d’Annunzio, situata all’interno del complesso.

Il Vittoriale oggi è un monumento aperto al pubblico e visitato ogni anno da circa 210.000 persone.
«Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno» scrive d’Annunzio alla moglie Maria in una lettera del febbraio del 1921, cioè pochi giorni dopo il suo arrivo a Gardone; nelle intenzioni del poeta il soggiorno gardesano doveva durare dunque solo poche settimane per completare la stesura del suo ultimo romanzo, mentre oggi si sa che quella gardonese sarebbe diventata la sua ultima e definitiva dimora.

Il Vittoriale si estende per circa nove ettari sulle colline di Gardone Riviera in posizione panoramica, dominante il lago.
Accoglie il visitatore l’ingresso monumentale costituito da una coppia di archi al cui centro è collocata una fontana che reca in lettere bronzee un passo del Libro segreto, ultima opera scritta da Gabriele d’Annunzio: «Dentro da questa triplice cerchia di mura, ove tradotto è già in pietre vive quel libro religioso ch’io mi pensai preposto ai riti della patria e dei vincitori latini chiamato Il Vittoriale». A sormontare la fontana una coppia di cornucopie e un timpano con il famoso motto dannunziano “Io ho quel che ho donato”. Dalle arcate d’ingresso si snoda un duplice percorso: il primo in leggera salita conduce alla prioria, la casa-museo di Gabriele d’Annunzio, e salendo ancora alla nave militare Puglia e al mausoleo degli eroi con la tomba del poeta; il secondo porta verso i giardini, l’arengo, e, attraverso una serie di terrazze digradanti verso il lago, si giunge alla limonaia e al frutteto.
Superato l’ingresso e presa la via verso la prioria si incontrano il pilo del Piave con la scultura della Vittoria incatenata dello scultore Arrigo Minerbi, il Pilo del Dare in brocca cioè colpire nel segno, imbroccare. Sulla sinistra il Parlaggio[2], l’anfiteatro progettato da Maroni fra il 1931 e il 1938, i cui lavori terminarono soltanto nel 1953 lasciandolo, tuttavia, incompiuto. Ispirato ai teatri della classicità, e in particolar modo a quello di Pompei dove Maroni venne mandato in missione insieme allo scultore Renato Brozzi, secondo le indicazioni del committente doveva impiegare delle lastre di marmo rosso di Verona a copertura dei materiali grezzi della “modernità”, quali il cemento armato, utilizzati per la platea e le gradinate.
La struttura rimase in tale manchevole stato per mancanza di fondi, sino all’effettivo compimento dell’opera avvenuto nel marzo 2020 e inaugurata nel mese di luglio[3][4]. L’anfiteatro gode di uno panorama sul lago avendo come naturale scenografia il monte Baldo, l’isola del Garda, la rocca di Manerba nella quale al poeta tedesco Goethe parve di ravvisare il profilo di Dante e la penisola di Sirmione. È sede ogni estate di una stagione di spettacoli che negli anni ha portato a calcare il palco i più grandi attori italiani, étoiles del mondo della danza come Carla Fracci ed Eleonora Abbagnato, star della musica internazionale come Lou Reed, Michael Bolton, Patti Smith e Ben Harper.
Vittoriale degli Italiani.
L’Isotta Fraschini Tipo 8B Cabriolet, denominata dal poeta “Traù”
Salendo ancora si giunge alla piazzetta Dalmata che prende il nome dal pilo sovrastato dalla Vergine di Dalmazia. Su questo spazio si affacciano la prioria, la casa-museo di Gabriele d’Annunzio, lo Schifamondo, le torri degli archivi e il tempietto della Vittoria con una copia bronzea della celebre Vittoria alata di Brescia di epoca classica. Sul lato destro si trovano due delle ultime automobili possedute da d’Annunzio nel corso della sua vita: la Fiat Tipo 4 e l’Isotta Fraschini.
La sommità del Vittoriale è occupata dal mausoleo, monumento funebre realizzato dopo la morte di d’Annunzio Il monumento è ispirato ai tumuli funerari di tradizione etrusco-romana ed è costituito da tre gironi in marmo Botticino a rappresentare le vittorie degli umili, degli artieri e degli eroi. Al centro della spianata superiore è collocata la sepoltura di d’Annunzio e intorno le arche di dieci fra eroi e legionari fiumani cari al poeta Guido Keller, Giuseppe Piffer, Ernesto Cabruna, Mario Asso, Italo Conci, Adriano Bacula, Antonio Locatelli, Luigi Siviero, Antonio Gottardo e Riccardo Gigante..

La Nave Puglia

La Nave Puglia

L'ariete torpediniere Puglia della Regia Marina apparteneva alla classe Regioni o Lombardia, ed era derivato dall'ariete torpediniere Dogali. Esso fu uno dei tanti progetti del generale Edoardo Masdea, del genio navale della Regia Marina. La nave era stata progettata...

Museo d’Annunzio Segreto

Museo d’Annunzio Segreto

Inaugurato nel 2010 nel grande spazio espositivo del sottoteatro, il museo d'Annunzio segreto raccoglie quanto fino ad ora era rimasto sconosciuto al grande pubblico perché chiuso negli armadi e nei cassetti della prioria: i vestiti del vate, le scarpe e gli stivali,...

Il Parco ed i Giardini

Il Parco ed i Giardini

Dalla piazzetta Dalmata si sale al parco attraverso il viale di Aligi che prende il nome dal personaggio dell'opera teatrale La figlia di Iorio; nel 1927 questa tragedia fu messa in scena proprio nel parco del Vittoriale.La sommità del Vittoriale è occupata dal...

Museo d’Annunzio Eroe

Museo d’Annunzio Eroe

D'Annunzio, dopo aver arredato la prioria, pensò di realizzare un museo che celebrasse l'eroismo suo e le imprese del popolo italiano nella guerra del 1915-1918. La morte del poeta sopraggiunse prima che vedesse iniziata questa nuova opera, anche se l'aereo SVA che...

Schifamondo

Schifamondo

Schifamondo è l'edificio destinato a diventare la nuova residenza del poeta, ma che non era ancora ultimato al momento della sua morte (1º marzo 1938). Il nome, ispirato da un passo di Guittone d'Arezzo e dalla residenza rinascimentale di palazzo Schifanoia degli...

Sala della Cheli

Sala della Cheli

Ultimata nel 1929, "l'unica sala non triste della casa" come d'Annunzio ebbe modo di dire al Maroni, la stanza deriva il suo nome da una grande tartaruga in bronzo opera di Renato Brozzi, ricavata dal carapace di una vera tartaruga donata a d'Annunzio dalla marchesa...

Corridoio del Labirinto

Corridoio del Labirinto

Il nome deriva dall'emblema del labirinto, che si ripete sulle porte e le rilegature dei libri, ricavato da quello del palazzo Ducale di Mantova; dal motto dello stesso labirinto, d'Annunzio aveva tratto nel 1910 il titolo del romanzo Forse che sì forse che no.

Officina

Officina

È l'unica stanza della prioria nella quale entra liberamente la luce naturale del giorno ed è l'unica arredata con mobili di rovere chiaro semplici e funzionali. Era lo studio di d'Annunzio, al quale si accede salendo tre alti scalini e passando sotto un basso...

Scrittoio del Monco

Scrittoio del Monco

Il nome deriva dalla scultura di una mano sinistra tagliata e scuoiata collocata sull'architrave della porta con il motto Recisa quiescit, tagliata riposa. Era la saletta adibita al disbrigo della corrispondenza: d'Annunzio, non potendo o non volendo rispondere a...

Oratorio Dalmata

Oratorio Dalmata

Era la sala d'aspetto riservata agli amici ammessi all'interno della prioria ed è caratterizzata da stalli cinquecenteschi sui quali sono indicati i posti del priore, del vice priore, del cancelliere. Presso il camino, una colonnetta romanica sorregge un leone...

Stanza del Giglio

Stanza del Giglio

È uno studiolo contenente circa tremila volumi di storia e letteratura italiana decorato dal Marussig con pannelli raffiguranti steli di giglio, forse con riferimento al progettato ciclo dei Romanzi del Giglio, di cui il poeta scrisse solamente il primo volume, Le...

Sala delle Reliquie

Sala delle Reliquie

È la stanza dove d'Annunzio raccoglie immagini e simboli delle diverse fedi: una piramide di divinità e idoli orientali sormontata da una teoria di santi e martiri della religione cristiana in una sorta di sincretismo religioso affermato anche a lettere d'oro sulla...

Corridoio della Via Crucis

Corridoio della Via Crucis

Prende questo nome dalle formelle in rame smaltato che rappresentano le quattordici stazioni della Via crucis, opera di Giuseppe Guidi. Le pareti sono rivestite con tessuti vaiati di Lisio e Ferrari di Milano, recanti il motto "Pax et bonum - malum et pax". All'angolo...

Stanza del Lebbroso

Stanza del Lebbroso

Questa stanza, chiamata anche zambra del misello o cella dei puri sogni, fu concepita da d'Annunzio come luogo di meditazione ove ritirarsi negli anniversari fatidici della sua vita. Alle pareti pelli di daino e sul soffitto nei cassettoni dorati i simboli del...

Bagno Blu

Bagno Blu

Nel bagno, suddiviso alla francese in sala da toilette e ritirata, sono collocati oltre 600 oggetti i cui toni dominanti sono il blu e il verde. Per la ristrutturazione Maroni si avvalse della consulenza di Gio Ponti. Sul soffitto si legge il motto, da Pindaro, Ottima...

Veranda dell’Apollino

Veranda dell’Apollino

Il piccolo ambiente fu aggiunto da Maroni alla struttura originaria della villa per schermare la luce diretta del sole nella stanza della Leda e fungeva da saletta di lettura affacciata sui giardini del Vittoriale digradanti verso il lago. Il nome del vano deriva dal...

Stanza della Leda

Stanza della Leda

Era la camera da letto del poeta e prende il nome da un grande gesso posto sul caminetto raffigurante Leda amata da Giove trasformatosi in cigno. Sulla porta si legge il motto Genio et voluptati, al genio e al piacere, e dall'altro lato è appesa una piastrella...

Zambracca

Zambracca

Il nome è derivato da un antico vocabolo provenzale che significa donna da camera. Anticamera alla stanza da letto e guardaroba, negli armadi e nei cassettoni ancora oggi vi è la biancheria del poeta, in questa stanza d'Annunzio sbrigava le ultime faccende della...

Sala del Mappamondo

Sala del Mappamondo

È la biblioteca principale della casa. Qui sono collocati i circa seimila libri d'arte già appartenuti al critico d'arte tedesco Henri Thode sul totale dei 33.000 complessivi raccolti da d'Annunzio nel corso della sua esistenza. Il nome della stanza deriva dalla...

Stanza della Musica

Stanza della Musica

Inizialmente intitolata a Gasparo da Salò, ritenuto l'inventore del moderno violino, è una grande sala destinata ai concerti da camera. Qui in particolari occasioni suonava il quartetto del Vittoriale. Per favorire l'acustica e il raccoglimento le pareti sono...

Stanza del Mascheraio

Stanza del Mascheraio

La stanza è così denominata dai versi sopra lo specchio del camino, composti in occasione della visita di Mussolini al Vittoriale nel maggio del 1925: "Al visitatore / Teco porti lo specchio di Narciso? / Questo è piombato vetro, o mascheraio. / Aggiusta le tue...

Ingresso

Ingresso

Comincia qui un percorso iniziatico fra presenze simboliche che rammentano il valore sacrale della casa: il cancello dorato, i sette scalini, gli stalli di un coro seicentesco alle pareti, un pastorale e un'acquasantiera, la colonnina francescana in pietra di Assisi...

Prioria

Prioria

La casa, espropriata nel 1920 al critico d'arte tedesco Henry Thode assieme alla sua collezione, è denominata dal poeta "prioria" ovvero casa del priore, secondo una simbologia conventuale che si ritrova in molte parti del Vittoriale. L'antica facciata settecentesca...